Mainstream

Racconti che non posso incasellare in un genere narrativo particolare, che parlano di… vita. Di conquiste e di fallimenti, di buio e di speranza. Di qualcosa che può essere nei giorni di tutti noi.

Il presente di Brando

“…Forse in un acquario è possibile vivere senza fare tanta fatica. Esplorarne ogni anfratto senza pericoli, senza paure. La superficie dell’acqua rifrange la luce e sul fondo la danza delle piccole onde è una cadenza che divide gli istanti, ma non li lascia distinguere uno dall’altro.” (continua a leggere)

Lo scambio della fine

“Brutto affare, – pensò – prendersi gioco di un paziente terminale. Ma potrei considerarlo un palliativo psicologico. Non so cosa potrei dire, in sincerità, senza smontare la fede di questa povera donna, ma sento che, se quel prete non arriva presto, di pietose bugie ne serviranno più d’una…”  (continua a leggere)

Tracce di un presente dimenticato

“Stanza da bagno, puzza di urina, bagnato in terra. Freddo alle gambe e ai piedi. Sono davanti allo specchio. Guardo in basso e mi accorgo che devo essermi pisciato addosso. Dovevo fare qualcosa… Dovevo fare qualcosa e mi sono pisciato addosso: perché l’ho fatto? La tazza del wc è proprio qui di fianco.”  (continua a leggere)

 

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