Perché “queffe”
“queffe” è la versione estesa delle prime due lettere di un palindromo.
Quando mi sono iscritto per la prima volta a un forum di scrittura, ho scelto di farmi rappresentare da un nickname che richiamasse uno dei miei Autori preferiti, attraverso il nome di uno dei suoi personaggi più riusciti: Qfwfq.
Ero convinto che per tutti fosse, come per me, un amico di lunga data, un compagno di innumerevoli ore di lettura e rilettura. Ebbene, no! Mi sono reso conto che in moltissimi non lo conoscevano e storpiavano il nick qfwfq, si lamentavano con me dell’assurda combinazione di caratteri che avevo “inventato”, difficile da ricordare e da digitare quando dovevano citarmi (si parla di così tanto tempo fa che i “tag” con un semplice click o tap sul nome da citare non esistevano ancora!)
Era, quindi, facile vedermi citato nei post come qwfw, qfqwq e in tutte le altre combinazioni possibili. Qualcuno, per praticità, iniziò a “chiamarmi” qf e allora scelsi di favorire tutti cambiando il nick nel “definitivo” queffe, che si pronuncia proprio come le due lettere: qu-effe (e, assolutamente, non quéf).
Comunque, mi sono presto reso conto che non era colpa loro: la produzione “fantascientifica” di Italo Calvino è da molti misconoscita e, ben che vada, sottovalutata. Per chi non conoscesse Qfwfq: credo di poter affermare senza tema di smentita (e se la pensate diversamente, scrivetemelo pure) che si tratta della voce narrante più onnisicente della letteratura mondiale. Sì, perché esiste una scala dell’onniscienza, e la voce di Qfwfq ne occupa il gradino più alto! Memoria dell’Universo e, in particolare, del nostro sistema solare, della vita sulla terra dalla sua comparsa ai giorni nostri, “è” letteralmente memoria di tutto ciò che è stato. E tutto ciò che è stato, lui è in grado di narrarcelo in prima persona, perché… Se lo ricorda bene!
Protagonista e voce narrante di molti racconti delle raccolte Le cosmicomiche e Ti con zero di Italo Calvino, Qfwfq è, quindi, una delle mie passioni letterarie. La lettera iniziale, rigorosamente minuscola, del mio nick “qfwfq” che si trasferisce anche in “queffe” vuole essere un segno della rispettosa distanza tenuta da un umile lettore che si è permesso di giocare con un personaggio-capolavoro e di farsi chiamare quasi come lui.
Ma chi sono, io?
Sono, semplicemente, un lettore appassionato, come tanti. Lettore che a un certo punto della sua vita d’esploratore di mondi fantastici al seguito di Narratori che hanno lasciato il segno, ha cercato di diventare un lettore più consapevole, avvicinandosi, con umiltà e rispetto, alle tecniche di scrittura. Nessun’altra ambizione che questa: mettersi dalla parte dello scrittore e capire le difficoltà del processo creativo, dell’estenuante ricerca della parola più adatta, della frase giusta e unica fra tante possibili, del modo esatto e universalmente comprensibile di tradurre in parole le emozioni.
Lettore più consapevole lo sono diventato di certo, ma mi è rimasta una malsana voglia di scrivere. In un mondo, quello dell’editoria italiana, dove ci sono più aspiranti scrittori che lettori, mi pare sciocco il mio “bisogno” di scrivere, ma tant’é: scrivo e mi ostino a cercare di far conoscere ciò che la mia fantasia produce.

