La mia storia di malato oncologico. Perché sì, perché credo che valga la pena raccontarla…
II
Mia madre è morta per le complicazioni di una leucemia cronica, dopo vent’anni dalla prima diagnosi della malattia. Io da dodici anni convivo con una leucemia cronica molto simile alla sua. Eravamo curati nello stesso policlinico, dagli stessi medici.
Il giorno in cui lei è morta, in una corsia di quell’ospedale, a me, in un ambulatorio a poca distanza, è stato comunicato il piano del trattamento citoriduttivo. Mi attendeva proprio la stessa chemio che lei aveva fatto per due volte, a distanza di circa dieci anni una dall’altra. Sei mesi di trattamento, tre giorni consecutivi di una settimana ogni mese. Infusioni con un mix di due chemioterapici e un anticorpo monoclonale.
A mio padre è stato diagnosticato un tumore alla prostata quando aveva sessantatre anni e ne è morto tre anni dopo. Quando è mancato io ne avevo trentotto. La diagnosi del mio carcinoma alla prostata è arrivata nel 2023, ad agosto. In quel momento ero solo poco più giovane di lui quando ha scoperto di essere malato. Ammesso che le nostre patologie abbiano avuto esordio in noi più o meno alla stessa età, è oggettivo che il tumore di mio padre fosse in uno stadio più avanzato, quando è stato scoperto ed è questo anticipo nella mia diagnosi che mi dà la consapevolezza di essere più fortunato di lui già in partenza. (C’è sempre qualcuno più sfortunato di te, lo vedi?)
Va bene, ci sono dettagli non trascurabili di differenza fra le mie malattie e quelle dei miei genitori, ma come faccio a non sentirmi un po’ predestinato?
Per indole tendo a cercare sempre il lato positivo di ogni esperienza e anche riguardo le mie possibilità di sopravvivenza, ad oggi, mi sento per lo più ottimista. E più ricco di voglia di vivere. Vada come vada è come se stessi vivendo una seconda vita, come se ogni giorno fosse una possibilità in più. Che avrebbe potuto non esserci, e invece c’è.
Sì, proprio così mi sento: in buona parte ottimista e serenamente fatalista per una piccola quota residua.
Tuttavia, per non farmi mancare nulla, io ho anche avuto una diagnosi di melanoma. Sempre nell’estate del 2023, a soli dieci giorni di distanza dalla diagnosi di carcinoma alla prostata.
La mia leucemia cronica è rimasta sopita per quasi sei anni dopo la chemio, e si è risvegliata, ridando tenui segni di sé nel mio emocromo, sempre in quell’estate indimenticabile.
Ecco, il titolo non sarà straordinariamente fantasioso, ma non credo di poterne trovare uno più adatto.
(E questo capitolo, pur breve, finisce qui: credo sia pesante a sufficienza.)

