Multipatologico – VII

La mia storia di malato oncologico. Perché sì, perché credo che valga la pena raccontarla…

VII

La mia strategia di sopravvivenza non è basata sul vivere al presente, cercando di non pensare al futuro: il futuro non mi fa paura. E non vivo nemmeno di ricordi. Sono, da sempre, proiettato al domani. Magari non capacissimo di organizzare strategicamente il mio futuro, vivo comunque in una sorta di eterno sabato leopardiano. Non so se la domenica di festa arriverà mai per me, anzi: sono quasi convinto che non mi si presenterà come la immagino e credo di desiderarla. Magari è già domenica e non me ne sono ancora accorto: ciò che conta davvero potremmo averlo da tempo sotto gli occhi senza rendercene conto, e ancora cercare o desiderare qualcosa che a nulla serve e mai sarà in grado di appagarci davvero.

Ma non importa: per me ciò che conta è ancora desiderare. Sono cose piccole, ma che per me hanno un valore immenso. Curare un orto e un giardino, coltivare a tempo pieno i miei hobby, che sono scrivere creativamente, studiare musica, leggere l’infinita serie di libri che ancora non ho letto e sono lì, nella mia libreria, che mi aspettano. Leggere per ore ogni giorno, leggere tre libri la settimana, rileggere ancora i capolavori che amo e ho già letto tante volte. Rileggerli senza sentirmi frustrato dal sapere che il mio tempo non è infinito e ogni rilettura, nonostante tutto ciò che può darmi, è comunque una nuova lettura mancata…

Però vorrei che questo mio scritto fosse fatto anche di ricordi, perché sia possibile capire quanto sento il mio essere come risultato di tutto il passato, di tutte le esperienze vissute, di tutti i doni che ho ricevuto da chi mi ha generato e ha avuto cura di me finché non sono stato indipendente. Due persone che si sono date amore e hanno amato i propri figli sopra ogni cosa. Fra i loro lasciti “non biologici” c’è anche questo insegnamento.

E, allora, permettetemi di aprire la càntera, e abbiate la pazienza e la bontà di lasciarmi rappresentare, in un modo che magari troverete anche un po’ scanzonato, cosa erano i miei genitori, per me.

 

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