Horror & Mistery

Il piacere di una paura irreale, come quella che si prova in certi incubi, quando si è avvolti da una dolce, impalpabile consapevolezza che c’è una via di fuga. Perché c’è sempre una via di fuga, al termine del sonno, al termine della lettura. Ma… Se non fosse così?

L’incubo

“Apro gli occhi nel buio. Mi sono nascosto in una nicchia di questo porticato. La lampada, poco più in là, è guasta e questo è l’unico punto in penombra: il buio mi proteggerà. Nel portico risuonano passi, sempre più vicini. I suoi passi: un ritmo lento e regolare che incombe su di me. Mi sta cercando? Richiudo gli occhi, un tremito che non so controllare mi scuote. Un gemito mi sfugge – no! – penso…”  CONTINUA A LEGGERE…

Una luce nel bosco

“…Mi rialzo e prendo la via del ritorno. Ancora un’occhiata a destra: il bosco mi tenta con il suo buio. Sarebbe bello poterci entrare e perdersi, e non avere nessuno che ti viene in soccorso con la sua esperienza e le sue certezze. Faccio ancora qualche passo. – No, dai, che senso ha? E quel buio mette quasi paura. – Però la tentazione è forte: il folto del bosco mi chiama. – Se faccio un giro là dentro non arrivo in tempo per pranzo. – Poi, qualcosa, da uno dei punti più scuri, attira la mia attenzione: sono certo di aver visto un bagliore…”  CONTINUA A LEGGERE…

La casa sul lago

“I tre ragazzi arrivarono alla casa sul lago quando il sole stava per tramontare. Avevano fatto molta strada con i loro pesanti zaini sulle spalle. Si scambiarono un’occhiata d’intesa, senza parlare. All’interno della casa una figura di uomo osservava il lago da una delle due grandi finestre al pianterreno. Entrarono. Il primo dei tre si schiarì la voce e disse: «È permesso?» Nessuno rispose…”  CONTINUA A LEGGERE…

L’ultima estate del mondo

“Un rumore sordo, e mi sveglio di soprassalto. Potrei averlo sognato, eppure sento che non è uno dei miei ricorrenti sogni inquieti. Tendo l’orecchio, poi cerco di muovermi, e mi tocco il volto, e mi pizzico, non fossi anch’io, ora, in forma di uno di quei fantasmi che mi fan visita ogni notte. Ma posso muovermi, quindi son proprio desto, e allora tendo l’orecchio. Come da un lontano temporale, un rombo cupo e discontinuo giunge e riempie la stanza. Ma non viene da fuori. Mi alzo, vado alla finestra e scosto le tende. La notte è tersa, la luna è quasi piena. Viene da sotto…”  CONTINUA A LEGGERE…

Il Guardiano

 «Ricordo un caso molto simile a questo…» La voce di Jorge è ferma, però qualcosa nei suoi occhi tradisce inquietudine. «Era una casa di famiglia su due piani e con una soffitta nella quale erano stati accatastati alcuni beni posseduti dagli antenati che l’avevano abitata per quattro generazioni.»

«Il legame con i propri morti», aggiungo io.

Jorge cerca le parole e quando le trova le pesa, pronunciandole. «Anche in quel caso qualcuno sembrava essersi fermato in quella casa…»  CONTINUA A LEGGERE…

Il rimpianto del signor F.

Il signor F. è alla finestra, la grande finestra della sala, che dà sul lago.
Piove.
È una ferita ogni giorno di pioggia davanti a quella finestra: una ferita mai rimarginata.  CONTINUA A LEGGERE…

 

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